Sentimento del nulla

27 febbraio 2010

«Hanno questo di proprio le opere di genio, che quando anche rappresentino al vivo la nullità delle cose, quando anche dimostrino evidentemente e facciano sentire l’inevitabile infelicità della vita, quando anche esprimano le più terribili disperazioni, tuttavia ad un’anima grande che si trovi anche in uno stato di estremo abbattimento, disinganno, nullità, noia e scoraggimento della vita, o nelle più acerbe e mortifere disgrazie (sia che appartengano alle alte e forti passioni, sia a qualunque altra cosa); servono sempre di consolazione, raccendono l’entusiasmo, e non trattando né rappresentando altro che la morte, le rendono, almeno momentaneamente, quella vita che aveva perduta. E così quello che veduto nella realtà delle cose, accora e uccide l’anima, veduto nell’imitazione o in qualunque altro modo nelle opere di genio (come per esempio nella lirica che non è propriamente imitazione), apre il cuore e ravviva. Tant’è, siccome l’autore che descriveva e sentiva così fortemente il vano delle illusioni, pur conservava un gran fondo d’illusione, e ne dava una gran prova, col descrivere così studiosamente la loro vanità, nello stesso modo il lettore quantunque disingannato, e per se stesso e per la lettura, pur è tratto dall’autore, in quello stesso inganno e illusione nascosta ne’ più intimi recessi dell’animo, ch’egli provava. E lo stesso conoscere l’irreparabile vanità e falsità di ogni bello e di ogni grande è una certa bellezza e grandezza che riempie l’anima, quando questa conoscenza si trova nelle opere di genio.»

Giacomo Leopardi, Zibaldone, 4 ottobre 1820.

Riconoscimenti

22 febbraio 2010

«È vero che mi è capitato di attraversare con il rosso un certo numero di volte, d’altra parte mi sono anche fermato molte volte con il verde e non ne ho mai ricevuto alcun riconoscimento.»

Glenn Gould. (Forse non gli sarebbe dispiaciuto sapere che le sue mani venivano da qui.)

Purché

20 febbraio 2010

«Mia moglie gli servì una volta a colazione formaggio svizzero e pane di segala, due cose che gli piacevano molto. Da allora in poi, volle sempre mangiare pane di segala e formaggio a tutti i pasti… Non gli importava molto quel che mangiava, dichiarò, purché si trattasse della stessa cosa.»
Norman Malcolm, Ludwig Wittgenstein, Bompiani, 1988.

Greggi

20 febbraio 2010

«Io non ho mai custodito greggi.»

Alberto Caeiro